Tatjana Patitz: supermodella per antonomasia

Pensare agli anni ’80 e ’90, quelli delle supermodelle per antonomasia, gli anni in cui Linda Evangelista poteva pronunciare frasi come “non ci si alza dal letto per meno di 10mila dollari”, vuol dire pensare anche a Tatjana Patitz.

Dai Sixties di Twiggy, Veruschka e Jean Shrimpton, al 1970 dominato da Janice Dickinson e Christie Brinkley. Furono gli anni ’80 e ’90 a consacrare le top model nell’Olimpo delle divinità mediatiche. Non solo: fra le dee ce n’erano addirittura “più dee” delle altre. Tra queste, indubbiamente, un posto di rilievo spetta a Tatjana. Una vita tra passerelle, set fotografici, musica e soprattutto a difesa degli animali.

Nata ad Amburgo 51 anni fa, Tatjana Patitz ha iniziato la sua carriera a soli 17 anni, a Parigi per poi arrivare a soli 19 anni a conquistare la copertina di Vogue UK. Un binomio, quello con l’iconico magazine di moda, particolarmente fortunato per la modella di origini tedesche, che l’ha portata ad apparire nelle versioni statunitensi, francesi, italiane, tedesche, australiane e spagnole posando per maestri della fotografia quali Patrick Demarchelier, Michel Comte e Peter Lindberg.

Consacratasi anche all’immaginario pop grazie alla partecipazione ai video muisicali di Duran Duran (Skin Trade del 1986) e di George Michael (Freedom 90, del 1990), Tatjana è stata uno dei volti più riconoscibili, insieme a Cindy, Naomi e Christy della “supermodel revolution” degli anni 90 grazie anche alla sua bellezza nordica e felina e alla sua collaborazione con marchi quali Versace, Revlon, Chanel, Ralph Lauren, Calvin Klein (indimenticabile la sua campagna), Donna Karan, Shiseido.

Dal 2009 testimonial per Marina Rinaldi, Tatiana dal 1989 vive con assoluta discrezione nel suo ranch a Baltimora con il figlio Jonah, nato nel 2004.

Noi di Rop Hair Salon la celebriamo con una gallery del servizio che abbiamo realizzato con lei.

In questo articolo TATJANA PATITZ in alcuni scatti by ROP.

Styling: Rosanna Trinchese

Hair: Roberto Rosini

PH: Amedeo M. Turello

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