Dita Von Teese: corsetto, autoreggenti e tacco 12

Tutto ebbe inizio a metà anni ’80 nel Michigan. La madre la portò a comprare il suo primo reggiseno, di cotone bianco, e le diede un uovo di plastica; dentro c’erano delle calze color carne.

Dalla delusione iniziò a cercare lavoro, per potersi permettere la lingerie dei suoi sogni: vestiti con merletti e calze simili a quelle viste dalle sue attrici preferite, dive dei cinema anni ’40 come Marlene Dietrich, Mae West, Rita Hayworth. A quindici anni iniziò così a lavorare in un negozio di biancheria intima come commessa. Il lavoro le permetterà di comprarsi tutto ciò che desiderava per esaltare la sua femminilità.

Lei è la splendida Dita Von Teese, in Italia non è particolarmente conosciuta, ma negli Stati Uniti la ex moglie di Marilyn Manson è una vera bomba: il pubblico italiano ha avuto modo di “scoprirla”grazie alla sua performance live durante il Festival di Sanremo 2010. 

Dita Von Teese

Dita Von Teese

Dita Von Teese

Dita Von Teese

 

Dita non è solo la regina incontrastata del Burlesque internazionale, icona di una bellezza non stereotipata, glamourous, trendy, misteriosa, eclettica, ma è anche  designer di lingerie, ideatrice di fragranze sensuali, autrice di manuali leggendari make up, ballo e arte dello spogliarello.

Dita è una sex symbol senza tempo, non risultando mai volgare anche nelle provocanti mise retrò che ne caratterizzano il personaggio. Da sempre trasgredisce le regole della moda, rompendo gli schemi. Pelle diafana, capelli corvino con riflussi blu, abiti neri con inserti in pelle, corsetti, tacco 12… e adesso star anche su Instagram, con quasi due milioni di followers e scatti mai banali, come nel caso del video recentemente postato durante la sua vacanza a Venezia, dove indossa un abito in metallo interamente dorato.

Dita Von Teese

Le influenze arrivano dai musical in Technicolor degli anni ’90. Il primo spettacolo di burlesque è arrivato in uno strip club californiano: era il 1991. Tutto il resto è storia che passa dai fetish party di Los Angeles, alle piume di struzzo e cristalli Swarowski, fino al celebre show in coppa di Martini gigante, inaugurato nel 2000.

“Amo le storie dei “brutti anatroccoli”, persone che hanno saputo creare il loro glamour in modo davvero differente e memorabile” ha spiegato, intervistata da Rolling Stones, aggiungendo: ” Non mi interessa la bellezza naturale”.

In questo articolo Dita Von Teese in alcuni scatti by ROP.

Styling: Rosanna Trinchese

Hair Roberto Rosini

PH: Amedeo M. Turello

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